giovedì 4 novembre 2010

In un paese bruciato dal sole – L’Australia – Bill Bryson

Uno dei più bei romanzi di viaggio che abbia letto. E se avete in mente una dimensione psichedelica e filosofica come quella proposta da Kerouac in "On the road"... bhè, dimenticatela!!! Non a caso l'autore viene considerato da molti critici uno dei principali "travellers writers"
Bryson, compie questo viaggio attraverso l'Australia, percorrendo strade famose, ma anche viaggiando su piste e sentieri, incontrando persone bizzarre, soffermandosi su dettagli e piccole cose che rendono davvero grande questo paese. Molto più di una guida turistica, e soprattutto una di cronaca di viaggio e a metà tra il diario e il saggio.
Sono presenti un sacco di nomi di località, con racconti a volte anche terribili di episodi che ne hanno segnato e contraddistinto il passato, ma che nessuno leggerà mai su un libro di storia. Bellissima l'importanza che l'autore dona alla natura, l'incontrastato protagonista di tutta l'opera, che con una narrazione ironica, divertente, ma anche attenta e pignola, riesce ad incantare il lettore.
Attenzione... dopo averlo letto, la voglia di partire per l'Australia diventa davvero tanta!!! E se prima era solo una curiosità, gli spunti di suggestioni regalati da questa lettura saranno una valida motivazione per scegliere questo paese come meta del prossimo viaggio. Per questo motivo, lo consiglio a tutti... a chi ama l'Australia, perché  scoprirà un sacco di dettagli e curiosità nuove, e anche a chi non l'ha mai considerata come qualcosa di speciale... e alla fine ne resterà innamorato!!
Se fosse una canzone, "Turn turn turn" dei The Birds.

mercoledì 3 novembre 2010

Terra di nessuno - Eraldo Baldini

Questo è il primo romanzo che ho letto di Baldini, e mi è rimasto particolarmente impresso per lo stato d'animo che riesce ad infondere nel lettore. Una lettura breve ma talmente coinvolgente da fare davvero paura. Tanto!
La storia di quattro ragazzi reduci dalla Prima Guerra Mondiale, che per riuscire a ritrovare una dimensione sociale, riformano il loro "gruppo" lo stesso che al fronte li ha resi testimoni degli orrori della guerra, decidendo di fare i carbonai trasferendosi in un bosco. Luogo, nel quale troveranno ben altro rispetto alla placida normalità fatta di lavoro che si aspettavano...
Un intreccio che ha il solo obiettivo di mettere in luce la fragilità umana di fronte all'incubo onirico della morte. La paura sconvolgente che incolla il lettore alle pagine parte proprio da qui... dal terrore che è tornato dal fronte con i protagonisti. Non ci sono vampiri, zombie, o altre figure immaginarie che hanno da sempre personificato il terrore. Qui i "cattivi" sono il freddo, il buio, l'odore di corpi decomposti, il vento gelido, i rumori della notte... e poi lui... il lupo. Quello che da piccoli era il principale protagonista negativo delle fiabe ritorna proponendo una figura talmente terribile da superare la superficiale impressione di una banalità.
Tutta la narrazione si svolge all'interno di un bosco, che assume sempre più i connotati di una prigione, dall'aspetto sempre più claustrofobico e terribile.
Con lo scorrere della narrazione il ritmo diventa sempre più acceso, accrescendo nel lettore un senso di angoscia e di impotenza di fronte all'orrore sconosciuto, ma percepito soltanto per indizi... come un fantasma che si aggira in un vecchio castello.
Spettacolare e al tempo stesso terrificante la conclusione, dove il vero protagonista della narrazione getta la maschera scoprendo tutta la sua orribile natura: la guerra non lascia mai dei vincitori, ma solo dei reduci.
Se fosse una canzone la gelida e inquietante "Korn" dei Forseti.

L'anello forte - Nuto Revelli

Un opera davvero eccezionale. Una raccolta di interviste, operate personalmente dall’autore negli anni 70/80, a donne che con il loro impegno, abnegazione,sacrificio e determinazione, hanno sostenuto la figura della famiglia come perno principale della società contadina piemontese.
Una serie di racconti individuali, dove singolarmente ogni donna racconta all’autore le proprie esperienze di vita: dal matrimonio, ai figli, alle malattie, al lavoro, alla guerra, ma anche al sesso e ai brevi momenti di svago.
Un ritratto meraviglioso di una figura (la donna appunto) spesso lasciata in secondo piano, sempre dietro a ruoli più importante ed eroici. In quest’opera invece l’autore riesce a mettere in risalto l’estrema importanza di queste persone, che con i loro sacrifici hanno contribuito a far rialzare l’Italia dal disastro bellico.
E’ una lettura particolare, non ci sono eroi o vincitori, e i protagonisti sono persone qualunque, nelle quali chiunque di noi è in grado di riconoscere almeno una nonna o una zia…
Trattandosi di una narrazione a metà tra il saggio e il racconto biografico, può apparire noiosa, e le motivazioni per una lettura di questo tipo devo essere ovviamente animate da un sentimento di interesse verso l’argomento.
A me è piaciuto tantissimo, soprattutto perché vengono riportate citazioni esplicite di luoghi, episodi e date, che danno all’opera un ulteriore valore di riscontro reale.
Estremamente toccante il racconto della ragazza che lascia la Calabria per trasferirsi nel Roero (provincia di Cuneo) per sposarsi con un ragazzo praticamente sconosciuto… con il quale dividerà la propria vita, con sacrificio, abnegazione, ma anche amore e rispetto reciproco. Una meravigliosa lezione di vita a tanti giovani di adesso, troppo abituati a pretendere, e poco propensi al sacrificio.
Se fosse una canzone, “Le mamme” di Toto Cotugno.

martedì 2 novembre 2010

Badlands - Terrence Malick

USA 1959 - Di Terrence Malick, con Martin Sheen e Sissy Spacek
Un film poco conosciuto dalla generazione attuale, ma davvero sconvolgente e terribile per la società americana degli anni 50. Politicamente scorretto, uno schiaffo ai bigotti benpensanti. Malick colpisce nel segno con un film incisivo e tagliente, sicuramente indimenticabile, che anche senza scene di sangue esplicite, riesce a trasmettere lo sgomento della vita normale di fronte alla violenza, accentuandone il paragone con il confronto tra i protagonisti Martin Sheen e Sissy Spacek.

Martin Sheen

E’ la storia di un ribelle, dell’anonima e operosa provincia americana, che sedotta una ragazzina umile e sprovveduta, parte per una folle corsa verso il nulla, lasciando dietro di se una scia di sangue e violenza. Una fuga soprattutto da se stesso, dove i cattivi sono coloro che rappresentano le regole, che fanno rispettare la legge e tutte le persone che appartengono alla società "normale", dalla quale egli si sente rifiutato. Il destino del protagonista pare delinearsi con l’evoluzione della storia, in un crescendo di ritmo che non lascia mai nulla per scontato.
Negli anni 90 è stato fatto anche un remake con Woody Harrelson e Juliette Lewis "Natural Born Killer": più violento, più crudo, e sicuramente meno coinvolgente dell'originale.... come per tutti i remake ovviamente.
Bellissima la fotografia, per non parlare della colonna sonora, creata appositamente dal grande maestro Carl Orff.
Se fosse musica, penso che non ci potrebbe essere un brano migliore della sua stessa colonna sonora: "Musica Poetica" di Carl Orff.

Tishomingo Blues - Elmore Leonard

Una bel romanzo, magari molto vicino ai classici noir-polizieschi, ma a mio avviso davvero unico per il tono sprezzante e aggressivo di una narrazione incalzante e dinamica… forse proprio come un bel brano di blues.
E’ la storia di un tuffatore che per vivere, lasciate le competizioni sportive, si esibisce in attrazioni da baraccone in un lussuoso albergo del Mississippi e il destino vuole proprio nei giorni in cui tutti sono in fermento per la rievocazione storica di una epica battaglia della Guerra di Indipendenza americana. Un intreccio di misteri e di violenza attorno all’uccisione di un suo assistente, che pur involontariamente lo trascina in un’escalation di guai, dai quali l’uscita sembra sempre più improbabile. E la finzione della battaglia interpretata da decine di comparse, e la vicenda dai risvolti sempre più drammatici, si incrociano, si accavallano, fino a diventare una cosa sola.
Bello. Soprattutto la scenografia, per non parlare dei personaggi, in particolare i cattivi, che godono di una ricchezza di descrizioni davvero fantastica, regalando al lettore l’impressione di aver davvero a che fare con questi brutti ceffi. Una nota di merito per i dialoghi: veramente notevoli!!!
Se fosse un canzone potrebbe tranquillamente trattarsi di un pezzo di blues di John Lee Hooker, ma a me piace associarlo piuttosto alla graffiante “The needle and the spoon” dei Lynyrd Skynyrd, il gruppo che può essere considerato il manifesto assoluto del più ben più aggressivo Southern Rock anni ’70: la voce ribelle e nostalgica degli stati USA del sud, dove ancora oggi sventola la leggendaria bandiera confederata!